Controinformazione Scie Chimiche

I “gilet gialli” in piazza contro le scie chimiche

Oristano. Piazza Roma, come gli Champs E’lysées e a Torre di Mariano II come l’Arco di Trionfo parigino?

Tratto da un articolo di un giornale di Oristano.
Il paragone un pò forzato certo non ha alcun senso se si guarda alle presenze turistiche o all’affollamento di persone,ma dal punto di vista politico la mattina del 5 dicembre c’è stato un remoto punto di contatto tra la capitale francese e quella che fu la capitale del Giudicato d’Arbore.
Sono infatti comparsi a Oristano i primi Gilet Gialli, che traggono appunto ispirazione – almeno per quanto riguarda l’abbigliamento – dal movimento che da un mese sta infiammando la Francia e che negli ultimi tre sabati a messo a ferro e fuoco il viale dei Campi Elisi a Parigi.
A dirla tutta, a Oristano,di gilet giallo ce n’era uno solo,indossato dall’organizzatrice della manifestazione Claudia Caro: un’altra signora indossava un gilet arancione e altri tre manifestanti non portavano alcun segno di riconoscimento.
Nessuno slogan, nessuno striscione e nessun volantino: solo la loro presenza sotto la torre,sotto lo sguardo vigile,ma per nulla preoccupato delle forze dell’ordine e degli agenti della Digos.
La manifestazione era stata convocata con un evento Facebook, che in poco tempo è diventato virale raccogliendo molti commenti ironici e battute.
Parole d’ordine dei manifestanti la lotta alle scie chimiche e contro l’obbligo vaccinale.
<< Non è che siamo contro i vaccini, siamo contro l’obbligo di vaccinazione>> spiega Claudia Caro e poi aggiunge, con sicurezza:
<< D’altra parte medici e chimiche non fanno altro che sperimentare sui nostri corpi,mentre noi non abbiamo bisogno di medicine,basterebbe la natura per curarsi>>; la signora al fianco chiosa: << O almeno bisognerebbe recuperare gli antichi rimedi naturali>>.
Oltre che per i numeri, la piccola “manifestazione” oristanese si differenzia dal movimento francese anche per le rivendicazioni,che nel caso dei Gilets Jaunes riguardano sopratutto il carovita:
<<Siamo scesi in piazza per questi due motivi, poi certo,ci si può mettere anche il prezzo del carburante,ognuno ci può mettere quello che vuole,ma noi oggi siamo qui per far sentire la nostra voce contro le scie chimiche e l’obbligo vaccinale>>.
La voce in realtà non si è sentita poi tanto, ma qualche passante si sarà sicuramente chiesto perchè indossassero quei giubbini catarifrangenti.
<< Vediamo come va oggi,ma nei prossimi giorni torneremo sicuramente in piazza>> conclude l’organizzatrice.
Per il momento però niente barricate in via Dritta, dove, d’altra parte, bastano già i ponteggi a ostacolare il cammino dei passanti. (da.pi)

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