Sette miliardari californiani hanno investito cifre astronomiche in Nuova Zelanda, costruendo dei super bunker dove rifugiarsi in caso di imminente pericolo. La paura di una guerra nucleare, di rivoluzione violenta, di pandemie o dell’apocalisse, ha spinto i miliardari a commissionare alla Rising S Company, in Texas, dei bunker da 150 tonnellate ciascunao, trasportati e poi sepolti a quattro metri sotto terra nel Paese australe. Il luogo è stato scelto con molta cura, infatti, la Nuova Zelanda è il posto ideale per sfuggire all’apocalisse [VIDEO]: non ha nazioni nemiche e quindi non è, o almeno non dovrebbe essere, un bersaglio primario in un’eventuale guerra.

Un bunker anche per il fondatore di Paypal

Il co-fondatore di Paypal, Peter Thiel, ha costruito una casa da ben 3,7 milioni di sterline a Queenstown, in Nuova Zelanda, completa di stanza di sicurezza: un ambiente blindato e inespugnabile, dove rifugiarsi in caso di necessità o di pericolo atomico. Anche il suo amico e collega di lavoro, Sam Altman, ha lasciato intendere che ha in programma di prendere un terreno in Nuova Zelanda perché teme soprattutto il diffondersi di una pandemia. Anche il co-fondatore di LinkedIn, Reid Hoffman, si aggiunge alla lista con la dichiarazione rilasciata al The New Yorker, ovvero, l’acquisto di una casa in Nuova Zelanda. Tra gli altri ricchi imprenditori statunitensi, nella lista ci sono il regista James Cameron e il manager miliardario degli hedge fund Julian Robinson.

Oltre alla Nuova Zelanda però, anche nel resto del mondo alcune tra le persone più agiate, hanno iniziato a pensare alla sicurezza in un mondo armato con le atomiche, costruendo i propri rifugi da oriente a occidente.

Cosa sanno questi signori che noi non sappiamo?

Venire a conoscenza che dei miliardari si preparano per sopravvire in caso dell’Armageddon, non è rassicurante e suggerisce domande come: ‘qualcuno gli hanno detto qualcosa e vogliono nasconderla al resto del mondo?’ Qualunque sia la fonte o la ragione, qualcosa è accaduto in loro per spingerli a cercare un riparo così costoso e insolito. Secondo Robert Vicino, fondatore del Vivos Project e costruttore di enormi bunker sotterranei, le élite della Silicon Valley, hanno sviluppato un piano di fuga durante il World Economic Forum di Davos, in Svizzera, l’incontro annuale dei più ricchi del mondo. Vicino, ha dichiarato, che la paura più grande di questo gruppo di miliardari, non è la guerra atomica ma la rivolta popolare. Le élite temono l’insorgere delle masse contro l’1 per cento che detiene gran parte della ricchezza.

via Blastingpop