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Complottisti Staff

Il Raffreddamento Globale ci porterà in un clima ESTREMO

2 mesi ago written by

Molti studiosi rifiutano le teorie del Global Warming per sostenere che la scarsa attività solare ci porterà dritti in una nuova era climatica, piena di pericoli per l’intero nostro pianeta. Il raffreddamento globale è davvero alle porte?

Questa nuova era di raffreddamento globale è iniziata ufficialmente a metà dicembre 2017.

Molti anni fa ho scritto e previsto l’arrivo di un grande minimo solare, di un prossimo raffreddamento globale e di grandi cambiamenti geofisici che seguiranno a causa di particolari fasi astronomiche del nostro sistema solare.

Si tratta di attività sismiche quali terremoti ed eruzioni vulcaniche che ho da tempo previsto e che aumenteranno in questa nuova era climatica volta verso un progressivo raffreddamento globale nei prossimi 36 anni.

Raffreddamento globale terremoti vulcani

Un lungo inverno

L’astrometeorologia sostiene che tutte le nostre attività climatiche e meteorologiche – compresi eventi geofisici come terremoti ed eruzioni vulcaniche – siano causate dall’interazione tra il sole e i pianeti del nostro sistema solare.

Attualmente, il vulcano de Fuego in Guatemala e il vulcano Kilauea alle Hawaii – entrambi in eruzione in questo mese – fanno parte dell’anello di fuoco del Pacifico – una regione enorme di intensi terremoti e attività vulcanica.

L’anello di fuoco è una zona a ferro di cavallo che circonda l’Oceano Pacifico e che ospita il 75% dei vulcani della terra ed è anche la zona dove avviene il 90% dei terremoti.

La recente eruzione catastrofica del Guatemala si è verificata sul vulcano de Fuego, che si trova in questa zona di attività vulcanica e tettonica che si estende per 25.000 chilometri.

L’anello di fuoco ospita 452 vulcani di attività sismica. Alcuni dicono che questo potrebbe spiegare il perché l’eruzione vulcanica del giugno 2018 in Guatemala è stata così violenta e mortale.

L’anello di fuoco è diviso in una raccolta di placche che circonda l’Oceano Pacifico nella sua caratteristica forma a ferro di cavallo. Il confine delle placche tettoniche è dove si verifica la maggior parte dell’attività sismica e questo avviene inoltre dove si trova il maggior numero di vulcani.

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La cintura di fuoco del pacifico

Delle 15 placche totali conosciute nell’area – 13 di queste compongono l’anello di fuoco.

I vulcani nell’anello di fuoco sono situati su ogni placca – dalla placca Perù-Cile alla placca di Kermadec sopra la nazione della Nuova Zelanda.

È il continente del Nord America che ha il maggior numero di vulcani sulla cintura di fuoco, così come il maggior numero sul pianeta.

In Alaska sono le Isole Aleutine, un insieme di isole vulcaniche che si trovano sulla placca delle Aleutine. I vulcani sulle Isole Aleutine sono costantemente attivi, con eruzioni che avvengono spesso.

Un gran numero di vulcani si trovano sulla costa occidentale americana, ma non su nessun confine. Il vulcano mortale del Guatemala si trova sulla cintura del Centro America tra Sud e Nord America, ed è il vulcano più attivo dell’America Centrale. La perdita di vite a partire dal 6 giugno 2018 è stata devastante (leggi più sotto) e sono presenti altri vulcani mortali nella regione. Uno attualmente in questa zona è il vulcano Villarrica del Cile, uno dei più attivi del paese.

I vulcani sulla cintura di fuoco includono:

Terremoto di Christchurch – Nuova Zelanda

Monte Sant’Elena – Washington, USA

Monte Pinatubo – Filippine

Mt. Fuji – Giappone

Vulcano Parícutin – Messico

Negli ultimi decenni i documenti scientifici hanno iniziato ad essere pubblicati mostrando chiaramente correlazioni tra raggi cosmici galattici e bassa attività solare con l’aumento di eventi geologici distruttivi come terremoti e eruzioni vulcaniche.

Queste sono sostenute da prove statistiche che si protendono da secoli.

Uno studio del 1967 pubblicato da Earth & Planetary Science Letters ha scoperto che l’attività solare svolge un ruolo determinante nell’attivazione dei terremoti.

Poi, nel 1998 uno scienziato dell’Osservatorio Astronomico di Pechino, cinese della scienza, scoprì anche una forte correlazione tra bassa attività solare e terremoti.

Ulteriori ricerche del centro di ricerca scientifico spaziale hanno trovato una correlazione diretta tra l’attività solare, i più grandi terremoti e le eruzioni vulcaniche all’interno degli Stati Uniti continentali e in altre regioni del mondo.

Lo studio ha esaminato i dati dell’attività vulcanica tra il 1650 e il 2009 e l’attività sismica tra il 1700 e il 2009, utilizzando i dati sull’attività solare.

I risultati dello studio dicono che c’è una correlazione molto forte tra attività solare e i più grandi eventi sismici e vulcanici – in tutto il mondo.

La correlazione per l’attività vulcanica risulta superiore dell’80% e al 100% per i terremoti più grandi misurati con i minimi di attività solare.

Inoltre, i risultati hanno evidenziato che vi era la prova di una forte correlazione tra l’attività vulcanica globale tra la più grande delle classi di eruzioni e i minimi di attività solare; con una presenza dell’80.6% di eruzioni vulcaniche globali su larga scala che avvengono durante i minimi solari e dell’87.5% che si verificano per le più grandi eruzioni vulcaniche durante i periodi di grandi minimi solari.

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Il grande minimo solare

Stiamo entrando in tale periodo di un Grande Minimo Solare con l’inizio del ciclo solare n. 25, che potrebbe iniziare in qualsiasi momento da ora fino all’anno 2020.

Nel 2006 ho previsto l’entrata del nostro pianeta in un periodo di raffreddamento globale poco prima che il sole avrà raggiunto il suo minimo, quindi un aumento di terremoti di grandi dimensioni e numerose eruzioni vulcaniche. Alcuni scienziati convenzionali mi hanno deriso dicendo che non esiste nessun meccanismo fisico.

Questo, nonostante il fatto che quel meccanismo è elettromagnetico e che da la possibilità ai raggi cosmici galattici di penetrare in grandi quantità nel nostro sistema solare. Poi, due anni dopo, nel 2008, la NASA ha annunciato che è stata trovata una stretta correlazione tra i disturbi elettrici ai confini della nostra atmosfera e imminenti terremoti.

La conclusione è stata intesa con ulteriori studi scientifici effettuati da altri istituti di ricerca spaziale.

Ad esempio, i satelliti in orbita hanno raccolto disturbi che erano da 100 a 600 chilometri sopra le regioni che sono state successivamente colpite da terremoti. Sono state osservate fluttuazioni della densità degli elettroni e di altre particelle elettricamente cariche nella ionosfera terrestre, rilevandone segnali enormi molto prima che terremoti di grandi dimensioni avvenissero.

I ricercatori della NASA hanno teorizzato che le rocce compresse rilasciano cariche elettriche che viaggiano verso l’alto nella ionosfera.

Ma quello che sta realmente accadendo è questo – cioè che tutti i terremoti e le eruzioni vulcaniche sono innescati da pressioni esterne costrette dal campo magnetico terrestre. Lo stress che viene dato dal campo magnetico terrestre inizia dalla ionosfera, che può essere osservato dall’aspetto di fenomeni luminosi molto vicini alle regioni che mostrano stress tettonico, attività sismica o eruzioni vulcaniche.

Se gli scienziati convenzionali ascoltassero, si potrebbe instaurare un efficace sistema di allarme per monitorare la ionosfera terrestre che sarebbe in grado di indicare con precisione i terremoti e le eruzioni vulcaniche future.

Durante il periodo in cui la rotazione dell’asse terrestre rallenta, in simbiosi con l’entrata del minimo solare, questi permettono ai raggi cosmici di entrare nel nostro sistema solare direttamente nell’atmosfera terrestre.

La modulazione planetaria rispetto alla terra e la condizione del campo magnetico interplanetario (FMI) dello spazio esterno dove il nostro pianeta transita, svolgono ruoli significativi.

I flussi di radiazioni cosmiche e solari caricano la ionosfera terrestre.

Il risultato che ne deriva è un aumento delle anomalie del campo geomagnetico terrestre che produce correnti di Foucault, chiamate anche “correnti parassite”

Le correnti parassite sono essenzialmente loop di correnti elettriche indotte all’interno dei conduttori da un campo magnetico mutevole nella conduzione. Questo è dovuto alla legge di induzione di faraday.In ogni caso, le correnti parassite fluiscono in circuiti chiusi all’interno di conduttori, in piani che sono perpendicolari al campo magnetico.

La corrente parassita riscalda le rocce all’interno delle faglie in quanto l’intensità resistente al taglio e il limite di attrito statico delle rocce diminuisce. Questo è il meccanismo fisico che innesca i terremoti e le eruzioni vulcaniche, ma è un “effetto” di ciò che accade dove la terra vive – ed è nello spazio.

Vedete, durante l’epoca dei minimi solari la radiazione cosmica ad alta energia penetra in profondità sotto la superficie terrestre. È il motivo per cui la maggior parte dei terremoti che si verificano durante il minimo solare sono terremoti profondi.

Lo stress che accumula la magnetosfera terrestre durante il minimo solare è più alto perché l’eliosfera solare risulta più debole, quindi permette alle particelle cariche dei raggi cosmici di inondare il nostro sistema solare.

Per esempio, in media, il flusso dei raggi cosmici è del 20% o più – più alto durante i minimi solari. Nel corso degli ultimi 250 anni si è tenuto conto del fatto che queste principali eruzioni vulcaniche hanno avuto luogo durante un forte minimo solare o nei grandi minimi prolungati:

*Grimvotn (Iceland) 1783/84 (14 km3)
*Tambora (Indonesia) 1810 (150 km3)
*Krakatoa 1883 (5.0 km3)
*Santa Maria (Guatemala) 1902 (4.8 km3)
*Novarupta (Alaska) 1912 (3.4 km3).

Ora, l’unica eruzione vulcanica che si è svolta durante un massimo solare è stata quella del Pinatabo nelle filippine nel 1991 – durante l’opposizione Giove-Saturno.

Il connessione tra le fasi minime e massime solari e tra terremoti/eruzioni vulcaniche è sostenuto da prove scientifiche schiaccianti. Esistono forti dati statistici che mostrano forti correlazioni tra le principali attività vulcaniche e numerosi terremoti di magnitudo 8.0 o più della scala Richter nei grandi minimi solari.

Si tratta di eventi climatici che presentano attività sismiche connesse ai disturbi atmosferici causati dai corpi celesti e dalla fase a circuito chiuso del sole attualmente in corso.

Gli effetti riscontrabili sul nostro clima sono di una riduzione della luce solare, formazione di nuvole a livello più basso, flusso del getto alterato nella sua traiettoria e una troposfera superiore che aumenta nelle precipitazioni sotto forma di piogge torrenziali e neve pesante durante le rispettive stagioni in entrambi gli emisferi.

Anche l’aumento dell’attività vulcanica in corso aumenterà costantemente di più dagli anni ‘2020, causando devastazioni per le regioni lungo l’anello del fuoco, oltre ad aggiungere alla copertura atmosferica bloccando la luce solare raffreddando ulteriormente il pianeta.

Raffreddamento globale terremoti vulcani

Considerate questo:

Il Volcán de Fuego (“Vulcano del fuoco”) è uno stratovulcano attivo in Guatemala. Si trova ai confini dei dipartimenti di Chimaltenango, Escuintla e Sacatepéquez.

La sua altitudine è di 12,346 piedi (3.763 metri) e fa parte dell’arco vulcanico dell’America centrale che improvvisamente ha eruttato domenica 3 giugno 2018.

Le ultime notizie delle autorità del Guatemala del 6 giugno 2018 hanno riferito che altre 18 persone sono state trovate morte a causa dell’eruzione vulcanica, aumentando il numero dei morti a 25.

L’Agenzia Nazionale per le catastrofi, Conred, ha riferito che 192 persone risultano disperse dopo che il vulcano de Fuego ha eruttato dopo oltre quattro decenni.

L’Istituto Sismologico, vulcanico e meteorologico, Insivumeh, ha intensificato gli avvisi di pericolo dopo che il vulcano ha eruttato nuovamente il 5 giugno 2018 – forzando l’evacuazione e invitando i soccorritori a cercare di riparo.

Il Vulcano de Fuego ha eruttato un flusso di lava di 10 km, che ha generato una spessa nube di fumo nero e cenere che continua a cadere su diverse regioni – compresa la capitale, Guatemala City, che è a 30 chilometri di distanza dall’area più difficile.

La ricerca dei corpi nei villaggi di montagna distrutti dall’eruzione sta procedendo lentamente, i funzionari hanno riferito, citando la natura del terreno e il modo in cui il vulcano ha rilasciato grandi quantità di fango bollente, roccia e cenere lungo la montagna.

Almeno sette comunità nelle zone già devastate sono state evacuate mentre l’attività del vulcano è aumentata e le operazioni di salvataggio sono state interrotte a causa dell’estrema pericolosità.

Mercoledì 6 giugno 2018, nuove esplosioni sono avvenute nel vulcano – generando una colonna di cenere grigia alta 4.700 metri – scatenando torrenti di fango fuso e cenere.

I rapporti hanno riferito che queste esplosioni hanno generato valanghe moderate che hanno raggiunto una distanza approssimativa di 800/1.000 metri e sulla loro traiettoria hanno diffuso materiale fino un’altezza di circa 100 metri.

Le autorità hanno cautamente ripreso le loro operazioni di ricerca e salvataggio nelle città e nei villaggi devastati dall’eruzione, mentre si cerca di trovare altri sopravvissuti nel più breve tempo possibile.

I funzionari hanno riferito che dopo 72 ore dall’eruzione ci sono poche possibilità di trovare ancora dei superstiti e che i soccorsi stanno affrontando molti ostacoli.

Il capo dei vigili del fuoco ha riferito che i pompieri dovranno decidere se continuare a cercare corpi, o decidere di fermare le ricerche e dichiarare la città come un “enorme cimitero.” Le relazioni delle varie regioni hanno affermato che i soccorritori hanno conficcato le barre di metallo nel terreno che hanno rilasciato fumo, un’indicazione che le temperature super calde sono rimaste al di sotto della superficie.

I risultati hanno determinato che alcune delle ceneri erano ancora a temperature tra i 400 e i 700 gradi celsius.

Il grande minimo solare, è il suo stato di circuito chiuso, significa che siamo all’interno di grandi eventi geofisici come stiamo assistendo alle Hawaii e in Guatemala in questo momento.

Questi eventi climatici si rafforzeranno nel corso degli anni ‘2020, ‘2030, ‘2040 e ‘2050 secondo i miei calcoli.

Articolo di Theodore White  tradotto da Enzo per Attività Solare.

Fonte: https://www.nibiru2012.it/il-raffreddamento-globale-ci-portera-in-un-clima-estremo/

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