Misteri

La vera storia del Peccato Originale

di Paolo Marrone

Ci hanno sempre detto una storia non vera sul Peccato Originale. Scopriamo qual’è il significato reale di questa antica colpa.

Tutti conosciamo la storia del peccato originale e della cacciata dal Paradiso terrestre di Adamo ed Eva.
La nostra religione ufficiale ci insegna che ognuno di noi viene sulla terra con una colpa ereditata dai nostri primi antenati, e che il battesimo altro non è se non la purificazione e l’espiazione di questa colpa.

Tuttavia, questa assurda teoria non è assolutamente accettabile. Siamo esseri divini che stanno facendo una esperienza terrena. Siamo perfetti e nulla può intaccare la nostra perfezione. Chiunque tenti di farci sentire meno che perfetti, usando storie di colpe e peccati commessi chissà quando e chissà da chi, o è ignorante, o è in mala fede.

Siamo esseri perfetti come dicevo, ma va anche detto che quello che ci è stato tramandato sul peccato originale, benché distorto ad arte, contiene una verità molto importante che desidero svelare in questo articolo.

Il peccato originale lo commettiamo in ogni momento

 

Quello che la Bibbia ha voluto tramandarci è che, in quanto esseri divini, siamo sempre connessi con Colui che ci ha creato (chiamatelo Dio, Creatore, Universo, o come volete). Anzi, siamo tutt’uno con Lui, e non ci siamo mai separati. Il problema è che crediamo il contrario, perché pensiamo di essere entità separate che vivono in un corpo fisico, anch’esso separato dal resto dell’Universo.

Ecco cos’è il peccato originaleIl peccato originale è il credersi separati dal resto dell’Universo, e credere in un mondo separato ed esterno a noi che ci minaccia e può farci del male in qualsiasi momento.

Un tempo l’uomo era un essere cosciente della sua divinità e della sua unità con Dio. Ma la nostra anima sapeva questo solo a livello di coscienza, non di esperienza. Per questo motivo è stato necessario ‘dimenticare’ la nostra vera natura e scendere nel mondo del bene e del male (nella Bibbia questo è rappresentato dall’atto di mangiare la mela e dalla conseguente cacciata dall’Eden).

Perché abbiamo dovuto far questo? Perché finché una cosa non la si sperimenta, è impossibile conoscerla veramente. Immaginate di dover spiegare cos’è il miele a chi non l’ha mai assaggiato. Potreste dirgli che è dolce (ma sappiamo tutti che non è lo stesso tipo di dolce dello zucchero), che ha una consistenza gelatinosa, che è di un colore giallo trasparente, e potremo continuare all’infinito ad elencare tutte le caratteristiche fisiche ed organolettiche del miele. Ma la persona che non l’ha mai provato, non potrebbe mai e poi mai sapere veramente cos’è il miele fino a che non lo avrà assaggiato, cioè fino a quando non ne avrà fatto esperienza diretta.

Ecco allora qual’è lo scopo della nostra incarnazione qui sula terra. Lo scopo è quello di sperimentare, attraverso un mondo duale in cui vige il positivo e il negativo in tutte le sue forme, la vera essenza delle cose, in modo da costruire pian piano la consapevolezza dell’essere Divini, attraverso l’esperienza del non sentirsi Divini.

Non si può infatti sapere cos’è la luce senza aver provato il buio, o la bontà senza aver sperimentato la malvagità, la generosità senza aver sperimentato l’egoismo… e potrei continuare all’infinito. Tornando allora al nostro peccato originale, noi lo commettiamo ogni qual volta pensiamo di essere separati dal nostro Creatore, e il nostro scopo qui sulla terra è proprio quello di ricordarlo attraverso tutte le esperienze terrene.

Allora non sprechiamo questa vita. Siamo qui con uno scopo ben preciso. Prendiamo coscienza della nostra divinità ed unità con tutto l’Universo. Solo così potremo espiare il peccato originale e prendere finalmente il controllo della nostra vita, con la piena consapevolezza della nostra perfezione.

Artcolo di Paolo Marrone

Fonte: http://www.educazionementale.it/la-vera-storia-del-peccato-originale/

via Conoscenze al Confine