Complotti

L’inganno nascosto negli antichi testi: narratori di storie riscritte e di storie iniziatiche

I narratori di Storie

Fin dalla più remota antichità, i narratori di storie hanno modellato il mondo che li circondava. Essi erano personaggi molto stimati dalla tribù e godevano di speciali privilegi, perché la gente riconosceva loro la preziosità della memoria e del ricordo degli avi.

Senza di loro, non avremmo narrazioni di Storia.

Con una parola inglese ora i moderni antropologi definiscono queste importanti persone come “Storytellers”.

La capacità di raccontare storie affascina gli umani da sempre. Noi siamo affamati di storie, perché esse nutrono il nostro cervello e formano le varie culture degli uomini.

Andiamo al cinema per vedere una storia, compriamo un libro per sapere una storia e anche ci incontriamo con gli amici al bar per sapere le storie di questo o quello.

Il significato nascosto delle storie antiche

Ci sono popoli interi, come gli aborigeni australiani, che hanno fondato tutta la loro storia dalle origini fino ad ora, su storie “cantate”. Nel ripercorrere le piste del sogno o le vie dei canti – un labirinto di sentieri immaginari visibili soltanto agli aborigeni, avviene la ritualizzazione di antichi eventi mitologici e la rivelazione della segreta armonia della Creazione.

Ricercatori dell’Università di Londra hanno studiato antiche popolazioni del mondo e hanno notato che le storie raccontate dai popoli ancestrali divergono molto dalle attuali.

Quelle molto antiche inducono alla cooperazione tra le persone ed indicano una sostanziale parità di genere e di compiti equamente distribuiti.

Come siamo diventati Creatori di Guerre

Man mano che ci avviciniamo ad epoche più recenti, le storie cambiano, e con esse la visone del mondo: guerre, distruzioni, battaglie e genocidi fanno parte delle narrazioni che da circa 6.000 anni modellano la nostra mente. Ormai non sappiamo quasi più concepire una notizia di cronaca che non si accompagnata da una sequela di morti o di disastri ambientali.

Credete che questo non influenzi la creazione del mondo?

Ogni giorno noi, con i nostri pensieri creiamo il mondo e se i nostri pensieri sono solo conflittuali e improntati al dominio, creeremo un mondo in cui la distruzione e la conquista violenta diventano la norma.

L’inganno nascosto negli antichi testi

Chi ha voluto tutto questo? Quando tutto questo è cominciato e come si può fare per uscire da questa tragica coazione a ripetere?

Ancora una volta bisogna guardare gli “storyteller”. Per uscire dal pantano delle tragedie che ogni giorno vengono annunciate, bisogna vedere l’inganno che induce e forma queste narrazioni.

Uno dei primi e dei migliori “falsificatori di storie” fu proprio il famoso Faraone Ramses II che, sconfitto dall’esercito Ittita nella famosa battaglia di Kadesh, tornò in patria  mistificando gli esiti della battaglia e narrando, nel famoso Poema di Kadesh, di esserne stato il vincitore. Gli egiziani credettero al loro faraone e da quel momento Ramses divenne il più potente Faraone della Storia egiziana.

In fondo era bastato cambiare una narrazione per cambiare la storia stessa? Pare proprio di sì.

Molti valenti storyteller moderni continuano con coraggio a smascherare l’inganno nascosto negli antichi testi sacri, che tutto narrano tranne quello che i teologi affermano.

Le scuole iniziatiche per sciogliere gli enigmi esistenziali dell’uomo

Bisogna quindi rassegnarsi al fatto che le antiche storie che aiutano a percorrere la propria “Via dei Canti” siano andate completamente distrutte nella cultura occidentale?

Noi sappiamo che durante le prime età, anche in questa parte di mondo, esistevano della Scuole Misteriche che scioglievano i grandi enigmi esistenziali dell’uomo, ma poi, di queste scuole se ne è persa la traccia. Ne ricordiamo ancora i nomi, come La Scuola Pitagorica, i Misteri Eleusini, i Misteri Orfici e quelli Dionisiaci, ma nulla ci è pervenuto dei contenuti.

Queste scuole Iniziatiche erano tenute da sacerdoti e sacerdotesse illuminati che passavano il Sapere in via orale agli adepti. Nello scorrere dei millenni questo antico sapere è andato quasi completamente dimenticato.

È davvero andato tutto perduto? Storie di donne

Forse qualcuno ha continuato a raccontare oralmente storie che rispondevano ai quesiti più profondi dell’essere umano, e lo ha fatto in modo molto umile, nascosto, passato quasi del tutto inosservato al Potere dominante che raccontava solo storie epiche di guerre e distruzioni. 

Queste antiche raccontatrici di storie altro non erano che anziane donne che intrattenevano i bambini nei villaggi con storie magnifiche di Draghi e Principesse e che gli studiosi Jacob e Wilhelm Grimm raccolsero nel 1812 nel famoso volume Kinder – und Hausmärchen (Le fiabe del focolare).

I due fratelli, linguisti e filologi illustri, andarono di villaggio in villaggio a trascrivere  quelle antiche storie che si tramandavano da secoli oralmente e che poi furono definite “Fiabe”.

Queste narrazioni erano completamente diverse da quelle  che si narravano nei libri di Storia, perchè invece di parlare di guerre e distruzioni, parlavano di verità e di amore.

Pericolosissime narrazioni, quindi, per un Potere dominatore che voleva tutte le persone ignoranti e infelici per poterle sfruttare meglio. Nonostante l’enorme successo di questo tipo di libri (il secolo precedente Perrault aveva fatto qualcosa di analogo in Francia) queste storie furono etichettate come “narrazioni false, stupide, roba per bambini”.

Ancora una volta l’umanità aveva perso, per l’ennesima volta, la possibilità di capire come si possa vivere liberi e felici.

Credete che sia un caso?

via UnoEditori

Mirella Santamato, laureata presso l’Università di Bologna, è scrittrice, poeta, giornalista, ricercatrice di Verità. Conduce seminari di riequilibrio tra le energie maschili e femminili e di ricerca della felicità. Tiene conferenze e incontri in tutta Italia. Autrice per Uno editori di “Quando Troia era solo una città” e “Iniziazione segreta alla felicità

Bibliografia per approfondire
1) http://www.dailymail.co.uk/sciencetech/article-5147143/Storytelling-promoted-moral-behaviour-religion.html2) “Quando Troia era solo una città”di Mirella Santamato; 3) I lavori di Mauro Biglino; 4) “ Iniziazione segreta alla Felicità” di Mirella Santamato
Foto 1: La via dei canti; Foto 2: Ramses Battaglia di Qadesh; Foto 3: Misteri Eleusini; Foto 4: Jacob and Wilhelm Grimm