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L’ONU favorisce migrazioni e sfruttamento neocoloniale dell’Africa

di  Luciano Lago

“Il debito è la nuova forma di colonialismo. I vecchi colonizzatori si sono trasformati in tecnici dell’aiuto umanitario, ma sarebbe meglio chiamarli tecnici dell’assassinio. Sono stati loro a proporci i canali di finanziamento, i finanziatori, dicendoci che erano le cose giuste da fare per far decollare lo sviluppo del nostro Paese, la crescita del nostro popolo e il suo benessere… Hanno fatto in modo che l’Africa, il suo sviluppo e la sua crescita obbediscano a delle norme, a degli interessi che le sono totalmente estranee. Hanno fatto in modo che ciascuno di noi sia, oggi e domani, uno schiavo finanziario”.

Dal discorso che fu tenuto nel 1987 da Thomas Sankara all’’assemblea dei Paesi non allineati’, OUA (Orgnizzazione Africana). Lo stesso Sankara fu assassinato due mesi dopo.

Si potrebbe partire da questo discorso per ricercare le vere cause delle migrazioni dall’Africa di un grande numero di africani che sono in realtà un piccolo numero rispetto ai milioni di africani che aspettano l’occasione nei prossimi anni di emigrare verso l’Europa, sospinti dalla propaganda criminale delle mafie transnazionali che lucrano sui fenomeni migratori ed incentivati dagli inviti degli esponenti politici mondialisti dei paesi europei, come la Emma Bonino, Laura Boldrini, gli pseudo intellettuali come Roberto Saviano.

Migrazioni di massa

Questo per non parlare degli organismi promotori delle migrazioni per obiettivi che sono inconfessabili quanto loschi, dall’ONU ed i suoi organismi affiliati, al F.M.I., al Vaticano di Papa Bergoglio, convinto propugnatore delle sostituzioni di popoli ed altri degli innumerevoli enti che finanziano e favoriscono il fenomeno migratorio.
Tutti ricordano la relazione presentata all’inizio di quest’anno dal Segretario Generale ONU, António Guterres, sulla gestione dei processi migratori , il quale aveva proclamato che gli stati membri delle Nazioni Unite dovrebbero prepararsi a grandi movimenti migratori.

Non è un mistero che l’Organizzazione delle Nazioni Unite è uno dei massimi organismi promotori e favoreggiatori delle migrazioni e delle sostituzioni etniche delle popolazioni europee: il segretario Generale, António Guterres, non nasconde  di voler gestire e influenzare le migrazioni, in particolare quelle dall’Africa verso l’Europa. Tutto questo programma, ovviamente, è rivestito con parole graziose sulla necessità di fornire aiuti umanitari, e anche giustificato dai benefici che il reinsediamento delle popolazioni migranti dovrebbe apportare alle economie di determinati paesi (secondo i teorici delle Nazioni Unite).
Tuttavia, nella realtà, questo significa solo una cosa: l’Europa e l’intero mondo occidentale devono prepararsi all’alluvione di masse di africani.

Attualmente, circa 1,3 miliardi di persone vivono in Africa e entro la fine di questo secolo saranno il 350% in più, ovvero 4,4 miliardi.
I paesi africani sono sottoposti ad un fortissimo sfruttamento delle loro risorse e la situazione, dai tempi di Sankara è nettamente peggiorata, visto che le grandi potenze, dagli USA alla Cina, con la costante presenza della Francia neocolonizzatrice (quella che impone il franco FCA alla sue ex colonie per trarne profitti di usura) sono fortemente interessate a mettere le mani sulle risorse naturali dell’Africa e, nel caso degli Stati Uniti, tenere sotto controllo il governi procedendo a destabilizzare i paesi quando questi non sono facilmente controllabili.

Il caso della Nigeria

Il caso della Nigeria risulta illuminante sulle strategie utilizzate per  avere il controllo dei paesi africani e  mantenerli in una posizione di  sottomissione e di caos.  La Nigeria è il grande paese africano dove, da anni,  infuria nel sud del paese una guerra alimentata dalle formazioni dell’ISIS di Boko Haram, ed è certamente un caso da manuale.
La missione dichiarata dell’ISIS in Nigeria è quella di imporre, alla popolazione sotto il suo controllo, l’ideologia  rigorista e radicale dell’islam, seguendo la stessa  tradizione salafita/wahabita in vigore nei paesi arabi del Golfo, Arabia Saudita in primis, grande alleata degli anglo-USA.

Miliziani jihadisti di Boko Haram in Nigeria

La stretta alleanza realizzata tra Boko haram e l’ISIS porta a interrogarsi sul ruolo geopolitico che stanno giocando alcuni paesi del Golfo nella crisi in Nigeria. I regimi monarchici come il Qatar e l’Arabia Saudita sono noti per il loro sostegno ideologico e finanziario ai gruppi jihadisti, attivi da tempo nella destabilizzazione di paesi arabi come Iraq, Siria, Libia, Libano, ecc..
Tanto più i regimi delle petromonarchie arabe guardano con estrema attenzione alla Nigeria, perché la  stabilità politica e sociale di questo paese e la sua emancipazione economica costituiscono per loro un grosso problema. La Nigeria è il più importante produttore di petrolio in Africa, il 6° a livello mondiale; fa parte dell’Opec che i sauditi controllano in modo sistematico.

L’Arabia Saudita, primo produttore mondiale, gioca da sempre un ruolo determinante nel mercato del petrolio. Quindi una Nigeria politicamente e socialmente instabile ed economicamente debole fa comodo agli sceicchi di Ryad. E Boko haram è funzionale alla loro strategia geopolitica.

Tuttavia, il ruolo di paesi come il Qatar e l’Arabia Saudita resta subordinato ai calcoli geopolitici – ben più importanti – delle grandi potenze occidentali: gli Usa e i suoi alleati europei.
Come ormai tutti sappiamo, Il terrorismo jihadista oggi è un’efficace arma di destabilizzazione sociale, politica ed economica per mettere in ginocchio un paese. Ha funzionato bene in Iraq, in Libia e in Siria; perché non usarlo allora in Nigeria, che rischiava di sfuggire al controllo geopolitico delle grandi potenze occidentali, avvicinandosi di più alla Cina? In questo interrogativo  si fornisce la risposta su chi sia interessato alla destabilizzazione dell’Africa che produce come conseguenza, grandi masse migratorie verso l’Europa.

Sarà un caso ma, dove c’è un interesse geopolitico degli USA e dell’Arabia Saudita, compare sempre l’ISIS, in Africa come in Medio Oriente, come in Asia Centrale.

L’ONU, l’Africa e le migrazioni

È ovvio che il continente africano, i cui abitanti non sono in grado di nutrirsi da soli, per non parlare di raggiungere un livello adeguato di urbanizzazione e industrializzazione, non può far fronte all’imponente e marcato aumento demografico previsto nei prossimi anni.. L’ONU ha quindi avuto la “brillante idea” di far reinsediare gli africani in Europa e nei paesi altamente sviluppati negli altri continenti.
Già alla fine del 2016, poco dopo la sua elezione a Segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres si era palesato come un fervente promotore del mondialismo e della visione multiculturale, tanto che aveva dichiarato:
“Dobbiamo convincere gli europei che la migrazione è inevitabile e che le società multietniche e multireligiose creano ricchezza” .

In Italia la sinistra mondialista ha fin dall’inizio accettato la prospettiva della forte ondata migratoria dai paesi dell’Africa e del Medio Oriente, sfuggendo sempre al dibattito sulle reali cause delle migrazioni, di chi le ha provocate e perchè. Il discorso è stato volutamente limitato agli effetti di queste migrazioni, sulla necessità di salvare i migranti in mare, di accogliere, di integrare e di favorire il lavoro e gli interessi delle tante organizzazioni che lucrano sul fenomeno.

Antonio Guterres, segretario Gen. ONU

Dopo il netto rifiuto manifestato dallla gran parte dell’opinione pubblica italiana nel continuare ad accettare la politica delle porte aperte all’invasione, voluta dalla sinistra al governo, adesso gli esponenti della sinistra si fanno promotori della sottoscrizione dell’ultimo accordo trappola proposto dall’ONU: il “Global Compact”.
Questo Global Compact rientra in realtà in una precisa manovra portata avanti dalle oligarchie globaliste che dirigono le azioni dell’ONU, essendo questo un accordo che tende a sopravanzare la giurisdizione dei singoli stati ed a imporre l’accoglienza dei migranti attraverso una adesione che diventa cogente per il sistema giuridico dei singoli stati.

Quando l’ONU legifera, la normativa nazionale deve adeguarsi, essendo questo un accordo internazionale che diventerebbe prioritario di fronte alle legislazioni nazionali.
La sottoscrizione di questo accordo renderebbe di fatto impossibile l’espulsione di migranti clandestini, anche i provvedimenti di espulsione dei singoli governi, potrebbero essere impugnati con ricorso sulla base di tale accordo. Non c’è dubbio che la magistratura italiana, in sede di ricorso, darebbe ragione ai ricorrenti annullando di fatto le espulsioni.

Sull’argomento migrazioni, sarebbe stato troppo scomodo per la sinistra di potere, quella del PD e soci, parlare delle cause delle migrazioni e ricordare chi ha favorito la destabilizzazione dei paesi del Medio Oriente con le guerre americane e della NATO (vedi Libia) e dello sfruttamento dei paesi africani. Scomodo perchè occorreva ricordare la posizione apertamente di sostegno e complice con le guerre americane tenuta dalla sinistra e i suoi sodali, vedi l’ex presidente Girogio Napolitano fortemente sostenitore dell’intervento militare in Libia.

Molto più comodo tricerarsi su una posizione universalista e favorevole all’integrazione e accoglienza, nascondendo i problemi di destabilizzazione sociale. Firmiamo pure il Global Compact, dicono gli esponenti politici pro immigrazione, ci penserà l’ONU a governare il fenomeno. Lo dicono anche buona parte dei 5 stelle rivelando la loro anima mondialista. Si è vista quale sia l’efficienza di questo grande baraccone denominato ONU.

Alla luce di quanto sopra si può capire la posizione di chi oggi afferma che , il miglior modo di aiutare l’Africa, da parte delle potenze occidentali, è quello di andarsene e lasciare agli africani il compito di scegliersi il proprio futuro, avendo il diritto di non emigrare e decidendo da soli a chi affidare i loro piani di sviluppo. Di nuovi neo colonizzatori travestiti da “umanitari” i popoli africani non ne hanno certo bisogno.

via Controinformazione