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Oggi potremmo assistere alla prima aurora boreale creata dall’uomo

Di Luigi Bignami

Il Progetto HAARP, acronimo di High Frequency Active Auroral Research, è sempre stato circondato da un’aura di mistero. L’intreccio di antenne in un’area remota dell’Alaska, il fatto che il Progetto è stato voluto dall’Air Force, congiuntamente alla Navy e alla Defense Advanced Research Project Agency e l’impossibilità, ai non addetti ai lavori, di entrare nell’area ove si eseguono gli esperimenti ha fatto sorgere da parte di molti complottisti idee assai diverse rispetto alle reali finalità degli esperimenti in atto. Lo hanno a lungo considerato come un progetto segreto degli Stati Uniti attraverso il quale i militari avrebbero cercato di alterare il clima o addirittura un luogo ove si sta costruendo una potente arma elettromagnetica, se non una struttura per provocare terremoti in modo artificioso.

Ovviamente non c’è nulla di tutto questo nella realtà, in quanto il Progetto HAARP si è sempre rivolto allo studio dell’alta atmosfera e al modo con il quale il Sole interagisce con essa.

Ma il 19 settembre si cerca di realizzare un esperimento di non semplice fattibilità che certamente susciterà alcune reazioni, ossia inviare impulsi radio all’atmosfera al fine di creare un’aurora boreale radio-indotta, nota come “airglow”.

Il centro di controllo del Progetto HAARP

In altre parole si cercherà di fare quel che fa il Sole da sopra l’atmosfera agendo da sotto. Spiega Chris Fallen, uno dei ricercatori: “Le particelle che giungono dal Sole ionizzano gli atomi (ossia strappano loro gli elettroni che ruotano attorno ai nuclei) dell’alta atmosfera mettendoli in agitazione. Quando gli elettroni ritornano al loro posto emettono luce che origina le aurore con i loro spettacolari colori. Noi cercheremo di realizzare questo dal basso, con le onde radio HF e chiunque potrà seguirci nello svolgimento dell’esperimento“.

Un gruppo di antenne radio del Progetto HAARP

L’esperimento è realizzato attraverso un gruppo di trasmettitori radio ad alta frequenza (HF) alimentati da 5 generatori diesel. Utilizzando un vasto campo di antenne i trasmettitori invieranno un fascio focalizzato di energia nella zona dove si vuol creare l’aurora artificiale. “In quel punto l’energia stimola l’atmosfera esattamente come fa il Sole a circa 180 chilometri sopra lo nostre teste”, puntualizza Fallen. Tutto questo verrà seguito da Terra con una serie di strumenti appositamente costruiti. Il tutto verrà pubblicato su Twitter (@ctfallen) così che chiunque si trovi ad elevate latitudini possa tentare di fotografare quel tipo di auroracosì particolare.

Ma perché creare tale esperimento? “Gli airglow artificiali possono insegnarci molte cose sulle aurore naturali”, spiega Fallen. Le aurore sono conseguenza delle emissioni del vento solare da parte del Sole che colpisce la Terra.

Dietro di esse ci sono molti altri fenomeni che devono essere ancora capiti, quali ad esempio le ricadute di tali fasci di particelle sui satelliti artificiali e sulle comunicazioni terrestri.

FONTE https://it.businessinsider.com/oggi-potremmo-assistere-alla-prima-aurora-boreale-creata-dalluomo/

Non è la prima volta  Esperimenti per Creare Aurore Artificiali

This month, an Alaska scientist will switch on an artificial aurora

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