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Complottisti Staff

Progetto Geminoid: creazione di gemelli androidi. E in Giappone la nuova presentatrice Tv è un robot

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Da aprile c’è una nuova presentatrice televisiva in Giappone. Caschetto rosso, sguardo dolce e sensuale, si chiama Erica, dimostra all’incirca 23 anni… ed è un robot. Si tratta infatti del primo androide pienamente autonomo, progettato dal professore Hiroshi Ishiguro, direttore del Laboratorio di intelligenza robotica all’Università di Osaka.

Progetto Geminoid per la creazione di replicanti

Ishiguro è celebre per il progetto Geminoid, gemello-androide, che ha come obiettivo la creazione di replicanti sul calco umano come quelli di Blade Runner. Costoro diventerebbero degli schiavi tecnologici ma anche dei “compagni” sessuali per gli umani. Per ovviare ai rapporti umani e alle loro “complicazioni” date anche ai disagi dall’abuso della tecnologia, spopolano da alcuni anni le waifu, mogli virtuali dei nerd che vivono incollati allo schermo. Aumentano anche le storie di mariti che convivono (spesso in triangolo) assieme ai manichini dalle sembianze delle protagoniste dei manga (meno impegnativi delle donne in carne e ossa).

Robot e schiave sessuali

Da Blade Runner a Her, da Ex Machina a Westworld in poi il cinema, serie TV e la letteratura ci hanno abituato a questo scenario distopico di uso e abuso della tecnologia anche per scopo sessuale. Le future relazioni tra esseri umani e robot potrebbero avere questo risvolto imprevisto di cui si parla raramente, ma il cui impatto potrebbe essere significativo quanto quello in altri ambiti (lavorativo per esempio). Se n’è parlato ad esempio in un rapporto pubblicato in Gran Bretagna dalla Fondazione per la Robotica Responsabile. Intitolato “Il nostro futuro sessuale con i robot” e ripreso anche dalla rivista «Nature» sul suo sito, il rapporto ha aperto il dibattito sugli scenari che potrebbero presentarsi già nei prossimi 10 o 15 anni in Occidente, alla luce di quanto sta già accadendo in Asia, con la diffusione di bambole-robot fatte destinate al sesso.

I rischi della Super Intelligenza Artificiale

Siamo sull’orlo di una nuova trasformazione culturale e antropologica, una vera e propria rivoluzione che dalla creazione di androidi aiprogetti sul mind uploading intende snaturare l’Uomo della e dalla propria umanità per renderlo sempre più simile a una “macchina”.

Vi è anche un pericolo tutt’altro che secondario: i progetti sulla Super Intelligenza Artificialequalora vedessero la luce come prospettato intorno al 2045 – 2050, potrebbero mettere in serio pericolo il destino della razza umana.

Il problema della Super Intelligenza Artificiale è che la macchina una volta superato il test di Turing, continuerà a crescere in intelligenza, perciò sarà intelligente come noi solo per un breve periodo; ci supererà presto continuando a elaborare da sé il proprio sviluppo (gli algoritmi si adegueranno e modificheranno apprendendo come fa un bambino). Si programmerà da sola, accelerando ulteriormente la propria intelligenza. Da quel punto in poi saranno quindi le macchine a inventare e “creare” ogni cosa, ribaltando la situazione di partenza in cui erano state progettate come “schiave”. Grazie a un atto di superbia, il nostro.

È solo l’inizio…

di Enrica Perucchietti: laureata col massimo dei voti alla Facoltà di Lettere e Filosofia, vive e lavora a Torino come giornalista e scrittrice. È autrice di numerose pubblicazioni. Per Uno editori: “NWO – New World Order“, Utero in affitto e “Le origini occulte della musica. VOL 1-2-3

via UnoEditori

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