Scie Chimiche

SCIE CHIMICHE, professore di Harward afferma: ” sono in pericolo decine di migliaia di persone”

Un professore di Harward, afferma che il fenomeno che le persone conoscono come “scie chimiche“, in realtà potrebbe uccidere decine di migliaia di persone.

Come tutti sanno, il progetto appartiente alla geoingegneria e l‘intervento in questo ambito è davvero su vasta scala: uno dei sistemi di manipolazione del sistema climatico globale, sono proprio queste irrorazioni chimiche, che oltre al disperdersi nell’aria con i loro veleni, sono anche composte da sostanze riflettenti atte a riflettere la luce solare.

L’Università di Harvard, ha avviato negli ultimi anni un laboratorio di geoingegneria insieme al progetto SPICE (Stratosferic Injection for Climate Engineering), una accurata ricerca in materia, finanziata dal Regno Unito per studiare nei dettagli questa idea di SRM (Solar Radiation Management).

Nel campo della geo ingegneria, le scie chimiche vengono chiamate “Chemtrails” e indicano le sostanze che vengono ripetutamente spruzzate dagli aerei nel Nord America. Le ipotesi riguardo a queste scie sono diverse: alcuni sostengono che esse siano scie di condensa rilasciate dai motori dell’aereo, altri affermano che gli aerei stiano diffondendo nei cieli pericolosi agenti chimici.

La geo ingegneria e le irradiazioni solari

Un articolo della dott.ssa Rose Cairns  PhD, dell’ University of Leeds School of Earth and Environment, parla molto chiaramente dell’argomento: “Comprendere le emergenti politiche della geoingegneria e prendere in seria considerazione l’importanza della partecipazione pubblica richiede una comprensione dell’intero panorama discorsivo attorno alle idee del controllo climatico globale – comprese idee marginali come quelle sostenute dagli attivisti delle scie chimiche. Ignorare o respingere questi discorsi in maniera patologica o paranoica significa ignorare le intuizioni potenzialmente rivelatrici della politica emergente della geoingegneria” e aggiunge inoltre che questa analisi spiega una serie di modi in cui la questione delle scie chimiche può contenere importanti implicazioni per la politica emergente della geo ingegneria, e quindi non può essere liquidata come paranoica o patologica.

Nel corso degli ultimi anni, molte persone sono attente all’ argomento scie, perché ad oggi ci sono ormai ampie prove che suggeriscono la messa in atto completa di questi programmi.

David W. Keith è uno degli scienziati coinvolti per molto tempo a questa iniziativa, è professore di fisica applicata presso la Scuola Paulson di ingegneria e scienze applicate (SEAS), oltre che professore all’Università di Harvard e presidente di Carbon Engineering.

Il prof. David W. Keith (a sinistra) durante una conferenza sulla geoingegneria

La sua ricerca, che è anche citata nella relazione di Harvard di cui sopra, include un sacco di lavoro sulla valutazione e la politica della tecnologia legata al clima. Alla domanda sulla diffusione di questi metalli pesanti nell’atmosfera, di cui dovrebbero essere utilizzati milioni di tonnellate, ha detto questo:“Si può finire per uccidere decine di migliaia di persone l’anno come risultato diretto di quella decisione”. 

Scienziati provenienti dal Bangladesh,  CinaIndia e Tailandia sono costantemente impegnati sulla ricerca delle scie chimiche utilizzate per smorzare i raggi del sole: secondo queste ricerche, l’uso improprio di questo sistema per bloccare artificialmente la luce solare, porterebbe a un disastroso aumento della temperatura globale e i prodotti chimici usati impedirebbero alla luce solare di raggiungere la terra.

il blocco della luce solare dovuto alle chemtrails inciderà sullo stato di salute della popolazione mondiale, che risentirà di una diminuzione dei livelli di vitamina D nel sangue, indispensabile per l’equilibrio del nostro sistema immunitario!

“I paesi in via di sviluppo devono condurre ricerche sulla geoingegneria solare”, si legge in un commento scritto da 12 studiosi, che è stato recentemente pubblicato sulla rivista Nature.

“L’idea generale della geo ingegneria solare, nonostante sia un progetto folle, sta prendendo piede nel mondo della ricerca”, ha commentato l’autore principale Atiq Rahman, capo del Bangladesh Center for Advanced Studies. Secondo Rahman, l’indagine dovrebbe essere svolta nei riguardi dei velivoli usati per diffondere nell’atmosfera, nubi artificiali contenenti  “zolfo riflettente”. Inoltre il blocco della luce solare inciderà sullo stato di salute della popolazione mondiale, che risentirà di una diminuzione dei livelli di vitamina D nel sangue, indispensabile per l’equilibrio del nostro sistema immunitario.

di Monique El

per Redazione Segnidalcielo